Elio Velan

scrittore giornalista

Biografia

Elio Velan è nato il 29 novembre 1957 all'ospedale di Pola. Qualche giorno dopo, ritornò a Rovigno, la sua città. La famiglia abitava al numero 51 della via Santa Croce a due passi, forse tre, dal mare. A sette anni venne iscritto alla scuola elementare italiana e l'inizio dell'anno scolastico coincise con il trasloco nel nuovo appartamento nel viale della Gioventù che lui accettò malvolentieri poiché veniva staccato- sradicato dalla “contrada”. Nei dodici anni seguenti salì, senza eccessivi entusiasmi, la verticale scolastica: otto anni di scuola elementare e quattro anni di ginnasio conclusi con una tesina su Ernest Hemingway. Sin dalle elementari sognò di diventare giornalista per seguire le orme di Oriana Fallaci che lui adorava. Il sogno si è avverato ma non ha fatto mai il corrispondente di guerra, non ha vinto il premio Pulitzer e non ha intervistato il compagno Tito. In compenso dopo la laurea in scienze politiche conseguita all'Università di Zagabria e dopo quattro anni di studi alla Facoltà di lettere e filosofia di Trieste, ha lavorato, per otto anni al quotidiano La Voce del popolo come corrispondente da Rovigno. Nel febbraio 1994 è passato alla redazione del telegiornale di TV Capodistria lavorando contemporaneamente alla Radio di Capodistria. Era uno dei redattori e conduttori del TG e spesso seguiva i dibattiti al parlamento di Lubiana. Stanco del lavoro nei media della minoranza italiana alla fine del 1996 passò al quotidiano croato Glas Istre. Dopo un anno di corrispondenze da Capodistria si trasferì a Trieste come unico corrispondente estero del quotidiano di Pola e del quotidiano Novi List di Fiume. A Trieste ha lavorato per quindici anni alla sede regionale delle RAI per il Friuli Venezia Giulia. Conduceva la trasmissione radiofonica Sconfinamenti mentre a TV Capodistria conduceva la trasmissione settimanale di approfondimento Parliamo di... (oltre 400 trasmissioni realizzate). Per oltre vent'anni ha lavorato sodo ma sempre con entusiasmo e senza troppi sforzi. La sua carriera si è conclusa nel 2016 e a chi gli chiede che cosa ha fatto nella vita lui risponde: il giornalista, quello che ho sempre desiderato. L'unico rammarico è di non aver mai lavorato a un settimanale perché era quello il luogo più congeniale al suo stile. In definitiva per trent'anni non ha fatto altro che raccontare storie che poi la gente leggeva anche con un certo interesse per cui si è fatto un modesto nome, che non è poco. Gli è stata riconosciuta una certa bravura nel raccontare per cui nel corso della carriera ha pubblicato quattro libri in rapida successione (un libro all'anno) che sono la sintesi del suo lavoro di giornalista. Sono scritti in croato, la lingua che ha usato di più: Rovinj, jucer i danas, Bilo jednom u Istri: Istinita priča o Ivanu Kolariću, Bura u Zaljevu: Priče iz Trsta e Moja Istra: ispovijesti i svjedočanstva. Ora sta lavorando alla traduzione in italiano del libro La mia Istria: confessioni e testimonianze e partecipa alle attività della Giusto Curto come giornalista e ideatore di spettacoli. Nei primi anni novanta ha fondato e diretto per tre anni il mensile della CI di Rovigno Le Cronache che era molto letto anche da chi non condivideva le idee, ovvero la linea editoriale.

 

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