Sergio Preden "Gato"

cantante solista


Biografia

SERGIO PREDEN-GATO è nato a Rovigno il 29 agosto del 1946.

È una delle voci simbolo della città, per molti, la Voce simbolo da non meno di cinquant'anni. Una voce che è difficile definire se si astrae dalla città natale, diciamo che la voce di Gato è la voce di Rovigno, i suoi acuti stimolano i sensi come le calli, le rive, le isole e le bianche grotte della costa. Sergio è completamente e indissolubilmente immerso nella sua lingua madre, l'antico dialetto istro-veneto (istrioto), per cui la voce assume le modulazioni più autentiche e artisticamente valide quando entra in simbiosi con la melodiosità della lingua arcaica. Tradizione solisti Arturo Ettorre, Nino Bartoli....

Il talento di Sergio si è imposto all'attenzione dei Rovignesi già in tenera età, agli incontri o Appuntamenti rovignesi che negli anni cinquanta avevano come stella indiscussa della conduzione, il prof. Gianni Malusà, linguista di fama internazionale e sensibile cultore del dialetto e della tradizione canora rovignese.

Agli inizi degli anni sessanta assistiamo alla svolta rock e Rovigno, con Pola, diventa luogo trainante della nuova cultura giovanile in Istria. Così, non ancora maggiorenne Sergio è tra i fondatori del gruppo rock Grešnici, la prima risposta rovignese alla rivoluzione culturale e musicale dei Rolling Stones e dei Beatles. È una delle voci soliste del gruppo e si fa interprete dei primi successi discografici dei gruppi dell’emergente rock italiano. Accanto alla musica coltiva l'altra sua passione, il calcio che lo vedrà tra i protagonisti della fortunata stagione calcistica rovignese tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta. L'esperienza rockettara confluirà, come per altri giovani musicisti rovignesi, seguendo i ritmi del turismo emergente, nella musica di intrattenimento. Canta negli alberghi e nelle balere istriane, accumula pregevoli esibizioni all'estero nelle balere italiane e monegasche, partecipa al concorso Melodie dell'Istria e del Quarnero, si esibisce accanto a nomi prestigiosi della scena musicale italiana. Agli inizi degli anni ottanta incontra il maestro Piero Soffici che, alla fine di una prestigiosa carriera musicale, ritorna nella sua Rovigno. Il maestro inizia a comporre, sfrutta l'esperienza accumulata durante il lungo sodalizio con Mogol e oltre alla musica scrive testi che sono autentica poesia. Buona parte del repertorio rovignese nasce dall'incontro di Soffici con la poesia di Giusto Curto e Ligio Zanini. Il maestro trova in Sergio la “sua” voce, le note e gli arrangiamenti paiono cuciti su misura: è la voce di Gato che completa l'opera d'arte. Per oltre un decennio Piero e Gato vivono l'uno accanto all'altro, incidono una lunga serie di canzoni che diventano classici della tradizione canora rovignese. La produzione rovignese di Piero Soffici nasce al tramonto della lunga carriera ma mantiene la freschezza degli anni migliori, Piero a Rovigno rinasce e lascia alla sua città natale un'eredità di pura eccellenza musicale. Gato è l'interprete di questa stagione generosa, la sua voce modella l'armonia e restituisce al dialetto rovignese la dignità di una lingua dalla melodiosità unica e inimitabile.

 

 

 

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